Salento da scoprire

A partire da

 465

Persone

1
Lecce, LE, Italia

Descrizione

Il Salento è l’estrema propaggine del “tacco dello stivale” d’Italia, un’area ricca di tradizioni anche perché nei secoli le sue produzioni agricole hanno determinato un reddito tale da permettere l’edificazione di chiese, palazzi, abbazie. La ricchezza dell’agricoltura ancora si nota con quello che resta delle masserie ed i flussi turistici hanno sempre più valorizzato le bellezze della regione, che ha il suo vertice artistico nella straordinaria fioritura del barocco leccese. Stupende sono alcune cittadine costiere, note e meno note, ma è nell’interno che si trovano quegli itinerari che ancora possono parlare di una “Puglia Sconosciuta” che è bello scoprire.

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE (min 4 pax)
€ 465,00 dal 12 Settembre al 2 Ottobre
€ 485,00 dal 4 all’ 11 Settembre
€ 510,00 fino al 18 Giugno e dal 29 Agosto al 3 Settembre
€ 539,00 dal 19 Giugno al 3 Luglio
€ 579,00 dal 3 al 10 Luglio
€ 599,00 dal 10 al 30 Luglio
€ 619,00 dal 31 Luglio al 7 Agosto e dal 21 al 28 Agosto

Hotel 3 stelle a Gallipoli
Mezza pensione 4 cene   + 4 colazioni 

Inclusi/Esclusi

Programma

Giorno 1 - Lecce, la“Città-chiesa”messapica, romana e barocc

Si prevede l’arrivo a Lecce nella tarda mattinata Guida di mezza giornata. Legata strettamente a Napoli durante il Viceregno, la Capitale del Salento conserva il suo antico lignaggio e quella raffinatezza che il visitatore scopre ad ogni angolo. Conserva le tracce dei popoli che l’hanno abitata, è famosa per il barocco, in quanto “Città-chiesa”, ma anche per le decine di palazzi nobiliari che rimandano a un periodo (secc. XVI-XVIII) di eccezionale fervore, con la committenza a favorire sia l’edilizia religiosa che civile. Nell’itinerario di visita spiccano la  Basilica di Santa Croce, la più alta espressione del barocco in questa regione e  il notevole Castello Carlo V (sec.XV), di recente restaurato. Prosecuzione per l’hotel a Gallipoli, cena e pernottamento.

Giorno 2 - Le strade del vino e dell’olio (Nardò – Gallipoli)

Mezza pensione   Guida di intera giornata  E’ questo un programma di grande fascino, teso alla scoperta di due tra le più importanti produzioni del Salento e della sua storia millenaria. La visita di un Frantoio oleario è davvero unica e fa apprezzare tutte le fasi della molitura (anche a produzione ferma, la spiegazione è davvero interessante), l’illustrazione delle tecniche di raccolta, le “cultivar” più diffuse (leccino, ogliarola, cellina di Nardò, coratina). La visita ad una cantina vitivinicola ci fa apprezzare l’eccellenza del prodotto (il Salento vanta otto vini Doc in più Docg, Itg, con le varietà Primitivo, Negramaro, Malvasia Nera).  Anche in questo caso la visita contempla la presentazione delle fasi di lavorazione, sarà possibile la visita al vigneto e l’illustrazione delle tecniche di coltivazione. Prosecuzione per Gallipoli, “la città bella”, con la Cattedrale barocca di S.Agata il cui interno potrebbe essere scambiato per una pinacoteca, in considerazione degli oltre 1.000 mq di tele di grande valore artistico. Il centro è un borgo caratteristico, con le piccole case di pescatori accanto a palazzi nobiliari, ricordo del grande periodo storico e commerciale (secc.XVII-XIX), quando Gallipoli divenne il porto più importante d’Europa per il commercio dell’”olio lampante”, non da cucina, ma che serviva per l’illuminazione, che non produceva fumo e che veniva  esportato in tutta Europa. La produzione avveniva negli oltre 35 frantoi ipogei realizzati nel centro storico (è visitabile il frantoio in via Antonietta De Pace, di recente restaurato).

Giorno 3 - Otranto e Castro

Mezza pensione.  Guida di intera giornata  Otranto è detta la “città martire” in ricordo dell’eccidio turco del 1480. Si visiteranno la cattedrale al cui interno sono l’Ossario dei martiri, il Mosaico del 1163, la Cripta, ricavata sui resti dell’antico tribunale romano. Il Castello aragonese e la chiesa bizantina di San Pietro completano il programma. Colpisce di Otranto riguardo al periodo dell’occupazione turca il fatto che da oltre 20mila abitanti quanti Otranto allora ne contava, dopo l’immane carneficina e deportazioni, la città si ridusse a “soltanto diciassette persone”. La visita proseguirà con Castro Alta dove si visitano il Castello (sulle rovine di una rocca romana) e il Duomo; splendida è la vista dall’alto mentre a Castro Marina vediamo la conservazione dell’origianrio borgo di pescatori. Nei dintorni possibilità di visitare la Grotta Zinzulusa, del Paleolitico Superiore, sul mare, uno dei dieci ambienti carsici sommersi più importanti del mondo.

Giorno 4 - Santa Maria di Leuca

Mezza pensione. Escursione con guida di intera giornata per “De Finibus Terrae; il Santuario della Cristianità, inserito nel percorso giubilare. Non si mancherà di visitare la Basilica minore, dedicata alla Madonna di Leuca, come anche di assicurarci una bella passeggiata sul lungomare, ricco di ville gentilizie e dove si noterà la presenza di alcune “bagnarole” perfettamente conservate  (si tratta di caratteristiche pagode che venivano utilizzate dalle donne -meglio, nobildonne - prima di entrare in acqua). A Santa Maria di Leuca si potrà prevedere una gita in barca per osservare le grotte marine. Assolutamente straordinaria, a Gagliano del Capo ( 3 km da Santa Maria di Leuca), la visita a una fabbrica di tessitura artigianale che sempre ha riguardato il luogo; si tratta di preziose produzioni, un tempo ancorate ai classici telai, che hanno poi sviluppato tecnologie all’avanguardia dove, comunque, la qualità e l’eccellenza del prodotto è sempre salvaguardata.

Giorno 5 - Lecce, artigianato e cucina

Prima colazione. Guida di mezza giornata. Alla scoperta dell’artigianato e della cucina leccesi.  Città dei merletti, volute, ghirigori, frutti nelle chiese e nei palazzi, il tutto favorito dalla cosiddetta “pietra leccese”, un calcare marnoso magnesifero, tenero (rintracciabile soltanto nel Salento), diffusamente impiegato. Ma è la “Cartapesta Leccese” l’artigianato che “richiama” maggiormente; esso nasce proprio a Lecce agli inizi del ‘700 come strumento per la statuaria sacra. Sino a tutto l’800 qui esistevano innumerevoli fabbriche con centinaia di operai che lavoravano per assicurare la grande richiesta di arte sacra, soprattutto dai cattolicissimi Spagna e Portogallo.  Sarà pertanto irrinunciabile la visita a un laboratorio, un “unicum”, patrimonio ormai dei pochissimi cartapestai che ancora operano. In tanta grandezza, non guasta un po’ di …leggerezza e di attenzione al … palato; Lecce è la città della pasta di mandorla (impareggiabile quella prodotta nel monastero delle Benedettine), del “pasticciotto” un tempo “frutto degli scarti della pasticceria dei nobili”, del “rustico” un saporitissimo e composito piatto salato.

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