Lecce il Barocco e le tradizioni del Salento

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1
Lecce, LE, Italia

Descrizione

Lecce è una città straordinaria per le “cento chiese” ed i palazzi barocchi e per le tradizioni conservate nelle strade e nelle botteghe. Anche nelle altre città del Salento la struttura architettonica e urbana medievale è stata arricchita dalla grande stagione barocca. La ricchezza dell’agricoltura, l’incredibile fioritura delle masserie, la strada del vino e quella dell’olio, le specificità linguistiche ed antropologiche, la tipicità della cucina, fanno di un viaggio in questa regione una delle esperienze più complesse che si possono trovare in Italia.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 585 (min 4 pax)
Supplemento per partenze dal 1/8 al 15/9  € 80,00.

Hotel 4 stelle Delle Palme a Lecce
Mezza pensione 4 cene  (in ristorante interno – diversa gestione)  + 4 colazioni

Inclusi/Esclusi

Programma

Giorno 1 - Lecce, la “Città-chiesa”messapica, romana e barocca

Si prevede l’arrivo a Lecce nella tarda mattinata Guida di mezza giornata. Legata strettamente a Napoli durante il Viceregno, la Capitale del Salento conserva il suo antico lignaggio e quella raffinatezza che il visitatore scopre ad ogni angolo. Conserva le tracce dei popoli che l’hanno abitata, è famosa per il barocco, in quanto “Città-chiesa”, ma anche per le decine di palazzi nobiliari che rimandano a un periodo (secc. XVI-XVIII) di eccezionale fervore, con la committenza a favorire sia l’edilizia religiosa che civile. Nell’itinerario di visita spiccano la Basilica di Santa Croce, la più alta espressione del barocco in questa regione e il notevole Castello Carlo V (sec.XV), di recente restaurato. Sistemazione in hotel a Lecce, cena e pernottamento.

Giorno 2 - Nardò e il suo territorio

Mezza pensione.  Guida di intera giornata.  In questa area Il territorio pianeggiante e senza difese naturali, costantemente invaso dai vari predoni (Turchi, Saraceni) impose ai governanti di attuare una serie di fortificazioni anche nell’entroterra. Nardò è la “città delle 100 masserie”. Si tratta di insediamenti fortificati che rappresentano il mondo rurale e agreste dal XV al XVIII sec; vi si osservano manufatti di grande pregio che sono stati punto di riferimento dell’agricoltura salentina. In particolare la Masseria Fortificata procura una grande emozione: tutto rimanda a un tempo in cui la Masseria era al centro dell’attività agricola; la visita può culminare con una colazione-merenda con prodotti tipici (vari tipi di formaggio, ricotta, mozzarella, frise, pomodoro, ortaggi, frutti ecc.). Nel centro storico di Nardò, una delle capitali del barocco salentino, da vedere la splendida cattedrale romanico-normanna e l’esuberante e scenografica Piazza Salandra; va inoltre assolutamente visitato il Museo della Preistoria, eccezionale contenitore, per quanto riguarda l’homo sapiens sapiens, di reperti provenienti dalla Grotta del Cavallo, nell’area dell’attuale Parco Naturale di Portoselvaggio.

Giorno 3 - Galatina e Galatone “tra arte e antropologia”

Mezza pensione.  Guida di intera giornata.  Galatina è una delle capitali del cosiddetto “barocco minore”. Il suo sito più famoso è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, capolavoro dell’arte gotica, con affreschi di scuola umbro-marchigiana del ‘400; nelle sue cinque campate e nelle pareti laterali l’illustrazione del Vecchio e Nuovo Testamento. La città, inoltre, è notissima per essere sempre stata legata al fenomeno del tarantismo; per un salentino il “luogo del cuore” è la “Cappella di San Paolo” nella quale le “tarantate”, donne che venivano pizzicate dalla taranta (ragno) con un disagio psico-motorio che le faceva “ballare”, una volta guarite con l’intervento musicale (violino, clarino, tamburello) si recavano per ringraziare il Santo e bere l’acqua miracolosa del pozzo. Per la sosta-colazione l’area presenta non poche eccellenze e piatti tipici come “patate, riso e cozze”, “parmigiana”, “curti e gruessi (pasta casereccia, corta e lunga), al sugo fresco di pomodoro e formaggio-ricotta, melanzane arrosto, fiori di zucca fritti, polpo fritto, frittura di paranza ecc.). Galatone è centro di grande pregio architettonico-monumentale in cui spiccano la grandiosa Cattedrale del Crocifisso, punto fermo del migliore barocco leccese, e la “corte”, ambiente abitativo condiviso tra due o più nuclei familiari e con strumenti in comune, come pila per lavare e mulino domestico: ne esistono di due tipologie diverse, “corti” popolari e “corti” gentilizie.

Giorno 4 - Le strade del vino e dell’olio (Nardò – Gallipoli)

Mezza pensione   Guida di intera giornata  E’ questo un programma di grande fascino, teso alla scoperta di due tra le più importanti produzioni del Salento e della sua storia millenaria. La visita di un Frantoio oleario è davvero unica e fa apprezzare tutte le fasi della molitura (anche a produzione ferma, la spiegazione è davvero interessante), l’illustrazione delle tecniche di raccolta, le “cultivar” più diffuse (leccino, ogliarola, cellina di Nardò, coratina). La visita ad una cantina vitivinicola ci fa apprezzare l’eccellenza del prodotto (il Salento vanta otto vini Doc in più Docg, Itg, con le varietà Primitivo, Negramaro, Malvasia Nera).  Anche in questo caso la visita contempla la presentazione delle fasi di lavorazione, sarà possibile la visita al vigneto e l’illustrazione delle tecniche di coltivazione. Prosecuzione per Gallipoli, “la città bella”, con la Cattedrale barocca di S.Agata il cui interno potrebbe essere scambiato per una pinacoteca, in considerazione degli oltre 1.000 mq di tele di grande valore artistico. Il centro è un borgo caratteristico, con le piccole case di pescatori accanto a palazzi nobiliari, ricordo del grande periodo storico e commerciale (secc.XVII-XIX), quando Gallipoli divenne il porto più importante d’Europa per il commercio dell’”olio lampante”, non da cucina, ma che serviva per l’illuminazione, che non produceva fumo e che veniva esportato in tutta Europa. La produzione avveniva negli oltre 35 frantoi ipogei realizzati nel centro storico (è visitabile il frantoio in via Antonietta De Pace, di recente restaurato).

Giorno 5 - Lecce, artigianato e cucina

Prima colazione. Guida di mezza giornata. Alla scoperta dell’artigianato e della cucina leccesi.  Città dei merletti, volute, ghirigori, frutti nelle chiese e nei palazzi, il tutto favorito dalla cosiddetta “pietra leccese”, un calcare marnoso magnesifero, tenero (rintracciabile soltanto nel Salento), diffusamente impiegato. Ma è la “Cartapesta Leccese” l’artigianato che “richiama” maggiormente; esso nasce proprio a Lecce agli inizi del ‘700 come strumento per la statuaria sacra. Sino a tutto l’800 qui esistevano innumerevoli fabbriche con centinaia di operai che lavoravano per assicurare la grande richiesta di arte sacra, soprattutto dai cattolicissimi Spagna e Portogallo. Sarà pertanto irrinunciabile la visita a un laboratorio, un “unicum”, patrimonio ormai dei pochissimi cartapestai che ancora operano. In tanta grandezza, non guasta un po’ di …leggerezza e di attenzione al … palato; Lecce è la città della pasta di mandorla (impareggiabile quella prodotta nel monastero delle Benedettine), del “pasticciotto” un tempo “frutto degli scarti della pasticceria dei nobili”, del “rustico” un saporitissimo e composito piatto salato.

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